Benemerenze Sportive

-Stella d'Argento CONI

-Discobolo d'Oro CSI
NEWS
Sostieni anche tu la ASD Nettunia destinando il 5 PER MILLE nella tua dichiarazione dell'Irpef indicando il CF 80084090374 ed apponendo nel riquadro la propria firma.
S O C I E T A'
-Home
-Dove Siamo
-Consiglio Direttivo
-Staff
-Sport Praticati
-Statuto e Regolamento Interno
S T O R I A
-Storia della Società
-Libri & DVD
-Archivio
C A M P I O N A T I
-1 DIVISIONE FEMMINILE
-U18-3 DIVISIONE FEMMINILE
-U16-2 DIVISIONE FEMMINILE VIP
-U16-3 DIVISIONE FEMMINILE VIP
-U16 FEMMINILE
-U14 FEMMINILE
-U13 FEMMINILE
-U18-2 DIVISIONE MASCHILE
-U14 2008/09 FEMM
C O R S I
-Giovani / CAS
-Mantenimento
L I N K
-CONI Regionale
-CONI Bologna
-CSI
-FIPAV Nazionale
-FIPAV Regionale
-FIPAV Bologna
-FIP
-Regione Emilia Romagna
-Provincia Bologna
-Comune Bologna
-Quartiere S.Stefano
-Olio Cipponetto
-VIP Volley
C L U B
-Direttivo
-Regolamento
-Iscritti
-Iniziative
-La Voce della Nettunia

Storia della Società -

Nettunia, i nostri primi 50 anni

I dodici ragazzi che il 26 dicembre 1954, in un gelido mattino invernale, si riunirono all’aperto davanti al n. 41 di Via Siepelunga per fondare la Nettunia, non immaginavano certo che con quell’ingenuo atto formale essi stavano dando vita ad una società sportiva che avrebbe compiuto cinquanta anni di ininterrotta attività.


La prima assemblea ordinaria della Nettunia, che seguiva di pochi giorni quella costituente, si svolse nell’appartamento dei Prestopino. Essa approvò lo Statuto, scelse il bianco e l’azzurro come colori sociali ed elesse il Consiglio Direttivo che doveva dirigere la società nel suo primo anno di attività. Gianni Pelosi e Francesco Prestopino, che erano gli unici ad avere una certa esperienza di pallavolo per aver militato, sia pure come “raccattapalle”, nella prima Nettunia, furono confermati ai vertici, a ruoli invertiti, cioè rispettivamente come Presidente e Vicepresidente, mentre Marzio Bossi fu confermato segretario.

Ora la neonata Nettunia possedeva l’indispensabile per iniziare l’attività agonistica: una struttura sociale, un campetto dove allenarsi, una muta di maglie usate, ereditate come il pallone e la rete, un potenziale di dodici aspiranti giocatori ed un capitale di 4485 lire, frutto delle recite. Inoltre poteva contare su un autofinanziamento proveniente dalle quote sociali, pari a ben 50 lire al mese, da pagarsi entro l’ultimo giorno del mese, pena una multa di una lira per ogni giorno di ritardo nei pagamenti.
Purtroppo l’entusiasmo iniziale e la voglia di cimentarsi in partite vere con altre squadre furono ostacolati dalla poca esperienza e soprattutto dalla difficoltà di allenarsi, dato che il terreno sul quale era sorto il loro campo gli fu di lì a poco precluso per essere trasformato in giardino.
Per poterci allenare decidemmo allora di giocare ovunque fosse possibile, accettando ospitalità e sfide da ogni squadra che fosse dotata di campi di pallavolo, soprattutto cortili parrocchiali e caserme. E, per poter partecipare a partite regolari decidemmo di affiliarci alla FIPAV, che organizzava tornei da svolgersi nei più attrezzati impianti di Bologna.

All’Assemblea ordinaria che aveva chiuso la stagione agonistica 1957 e sancito la trasformazione  della Nettunia in Polisportiva, avevano partecipato anche, per la prima volta, diversi soci sostenitori e i rappresentanti di alcune federazioni sportive, a conferma che la nostra società cominciava ad assumere una certa rilevanza in campo cittadino.
Dal punto di vista sportivo il 1958 fu l’anno che stabilì il record di discipline agonistiche praticate. Alla pallavolo ed al tennis da tavolo si aggiunsero il ciclismo, il baseball e il calcio e, nell’atletica leggera, alle corse campestri, dove Lancioni si laureò Campione Provinciale Allievi del CSI, si affiancarono le gare su piste e pedane.

Le novità intervenute negli ultimi anni ’60 ebbero forti conseguenze sulla nostra attività sportiva. L’atletica leggera chiuse la propria nel 1967, con 5 successi individuali. Due anni dopo cessarono anche il tennis da tavolo e la pallavolo maschile. Se la sospensione della pallavolo fu causata soprattutto dalla cronica indisponibilità di adeguati impianti sportivi, per gli altri due la causa va ricercata nella necessità di adeguare la nostra attività alle mutate condizioni esterne che esigevano anche un maggior impegno di natura burocratica a scapito  di quello tecnico-agonistico. Non partecipare attivamente alla vita della Consulta Sportiva di Quartiere ed alla gestione dei nuovi impianti che stavano sorgendo avrebbe significato rinunciare alla prospettiva di competere con le altre società in un ambito più ampio che non fosse quello parrocchiale di oratorio. Ma essere presenti, possibilmente come protagonisti, nell’attività sportiva del quartiere, significava, con le limitate risorse umane ed economiche a nostra disposizione, doversi inevitabilmente concentrare sugli sport principali, che erano anche quelli che in un prossimo futuro avrebbero potuto usufruire degli impianti sportivi in allestimento. E così, a partire dal 1970 e per i quattro anni successivi gli sport praticati dalla Nettunia furono solamente il calcio e la pallavolo femminile, con una effimera apparizione del pattinaggio artistico nella stagione 1970-1971.
L’evento senz’altro più importante di questi anni resta comunque l’inizio della pallavolo femminile, sport che caratterizzerà da quel momento e per sempre l’attività agonistica della Nettunia. Il merito di questa rivoluzionaria iniziativa è di Paolo Mazzoni, il quale, iniziato a questo sport insieme a tanti altri suoi giovani coetanei nelle compagini della Nettunia degli anni sessanta, a differenza degli altri che, dopo un iniziale entusiasmo, lo abbandonano, rimane contagiato dalla passione per la pallavolo. Egli non vuole rassegnarsi all’idea che lo sport che ha fatto nascere la Nettunia possa avere un ruolo secondario e, cogliendo al volo l’occasione che gli si presenta, tenta con successo di lanciare il settore femminile, il quale in poche stagioni si sostituirà proficuamente a quello maschile che purtroppo andava estinguendosi.

Il programma di rinnovamento, iniziato già nel 1971 sotto la presidenza di Minguzzi, con la nomina di una commissione composta da Francesco Lancioni, Bruno Prestopino e Francesco Romano, che aveva il compito di ristrutturare la società per adeguarla alle esigenze derivanti dalle varie novità sopravvenute, prosegue negli anni successivi. In quello stesso anno entra a far parte della nostra società un elemento che  diventerà insostituibile punto di forza e di riferimento per tutta la futura attività, non solo agonistica, della Nettunia.

Vanes Tadolini aveva iniziato come semplice tifoso del figlio che giocava nella squadra di calcio, diventando però ben presto accompagnatore e poi allenatore di questo settore. Vista la sua competenza, la serietà e la passione con cui svolgeva i compiti assegnatigli, nel 1973 entrava a far parte del C.D., del cui organismo a partire da quell’anno diventava membro fisso ed insostituibile, salvo poche eccezioni dovute a motivi personali, rifiutando sempre, per modestia, incarichi più onorifici che avrebbe ampiamente meritato.

Nel 1974 Tadolini è l’artefice della fusione della Nettunia con l’Urania, fusione che porta alla nostra società, oltre ad un gruppo di validi giocatori, anche numerosi tecnici e futuri dirigenti: Franco e Stefano Cervellati, Demetrio Cassarini, Massimi Mandrioli, Salvatore Gelsi.

Dopo avere magistralmente diretto il settore calcio, nel quale aveva sempre privilegiato le squadre giovanili, Tadolini diventa anche l’artefice della rinascita della pallavolo femminile, settore che da quel momento conduce con grande passione ed enorme dedizione, riuscendo a fargli superare le numerose difficoltà incontrate sul suo cammino.

L’ingresso nella Nettunia dei nuovi dirigenti provenienti dalla Urania e dalla Due Torri, contribuì non poco ad aumentare le sue capacità operative e a segnare una precisa svolta nella sua attività. L’effetto di gran lunga più rilevante fu certamente l’ingresso nel C.D. di Stefano Cervellati, il quale portò nuove energie e nuovo entusiasmo da affiancare all’esperienza di Bruno Prestopino, di Paolo Mazzoni, di Mauro Minguzzi e di Vanes Tadolini.

L’ingresso di Cervellati consentì infatti di consolidare la struttura organizzativa societaria e coincise con la decisione di intraprendere nuove attività sportive che, negli anni successivi, avrebbero procurato lo sviluppo e la crescita della Nettunia; in particolare l’apertura del Centro Olimpia nel 1976, la ripresa della Pallavolo femminile nel 1977 e l’organizzazione dei corsi di Nuoto alla piscina dello Sterlino nel 1978.

Le riunioni del Consiglio si tenevano in quel tempo in una saletta nel sotterraneo della Chiesa di S.Anna, concessa alla Nettunia dal Parroco Don Guido: una stanza di pochi metri quadrati, con ingresso indipendente sul cortile, che i Consiglieri, con il solito ricorso ad una buona dose di volontariato, avevano in parte restaurato, ammobiliato e reso più accogliente.

Furono anni di grande apertura verso l’esterno e verso le Istituzioni sportive e non sportive  del territorio. Furono gli anni  della partecipazione e del coinvolgimento della nostra società sportiva nelle problematiche dello sport a tutti i livelli. Prima di tutto a livello politico, con l’impegno di Bruno Prestopino e di Vanes Tadolini in qualità di componenti della Commissione del Quartiere Murri, dove venivano trattati importanti temi di programmazione sportiva, temi ai quali la Nettunia non poteva rimanere estranea. Poi a livello Istituzioni Sportive, con l’impegno di: Paolo Mazzoni all’interno della FIPAV, della quale egli ricoprirà per molti anni la carica di Presidente Regionale e del CONI; di Vanes Tadolini, che per molti anni fu instancabile collaboratore del Comitato Provinciale del CSI; di Stefano Cervellati che entrò a sua volta nel Comitato Regionale della FIPAV come Vicepresidente e come componente della Commissione Giudicante Regionale.

Infine, a livello delle Istituzioni Scolastiche, con le quali la Nettunia, grazie all’impegno di Prestopino e Tadolini, avviò un’importante trattativa per rendere disponibile l’utilizzo delle palestre scolastiche.

Nel frattempo la Nettunia, nel 1975 aveva ottenuto  dal CONI l’ambito riconoscimento della Stella di Bronzo al Merito Sportivo.

Nel 1978 Stefano Cervellati viene eletto Presidente e confermato successivamente in tale carica per ben 16 anni consecutivi. Ma negli anni successivi, paradossalmente in coincidenza con i migliori risultati agonistici nella Pallavolo, la partecipazione attiva degli atleti alla vita sociale diminuì in maniera rilevante. Si fece allora ricorso all’aiuto dei genitori che in gran numero si erano avvicinati alla Nettunia, al seguito soprattutto delle proprie figlie.

Nel 1989, approfittando della disponibilità di locali all’interno della palestra Valeria Moratello, la Nettunia ottenne dal Quartiere Santo Stefano la locazione di una stanza, e lì, il 28 giugno di quell’anno, trasferì la propria sede sociale, dove è rimasta fino ad oggi.

Nel 1994 Mario Russo, padre di una promettente giocatrice di pallavolo, subentra a Cervellati nella presidenza della Nettunia, rimanendovi fino al 2004, anno della celebrazione del Cinquantennale di vita della Nettunia.